Recensione a Spettacolo “Assolo per Due”

Lo spettacolo “Assolo per due” di Ernesto Lama mette in luce tutti i suoi talenti. Ha alle spalle una lunga carriera. Ha debuttato a soli 14 anni nel 1979 nello spettacolo Festa di Piedigrotta, di Raffaele Viviani, con la regia di Roberto De Simone al fianco di Peppe Barra, Nunzio Gallo. Da lì lunghe e costanti collaborazioni con Maurizio Scaparro, Armando Pugliese, Glauco Mauri.
Per chi non lo avesse ancora visto consiglio il suo spettacolo “Assolo per due”, una perla di vera bellezza che è andato in scena al teatro Tedér, un luogo suggestivo fondato da Veronica Mazza. Si assiste a uno spettacolo che è una vera goduria nel quale lui è un fuoriclasse, istrionico, profondo conoscitore dell’arte Vivianea; la sua spalla è un musicista bravissimo, Aniello Palomma, che si presta alla sua studiata e sapiente improvvisazione. Ernesto dipinge quadri, che raccontano di una Napoli passata, fabbrica “Guappi” privi di carattere, incarna uno “Scugnizzo” di Giovanni Capurro, mostra tutto il suo incredibile talento tenendo lo spettatore in uno stato di grazia fra il pianto e il riso. Fa’ sorridere di un amore tragico ed a un certo punto si può ridere fino alle lacrime per la rappresentazione dei cantanti neomelodici. Lo spettacolo si conclude con una magia: “Che cosa son le nuvole” di Domenico Modugno cantata con una bravura che diventa poesia.
…Un cuore affranto si cura con l’udito, andate a udire bellezza che di questi tempi se ne ha proprio bisogno.

 

Eleonora De Martino

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